Contraffazione
Vittima di contraffazione? Difendiamo i tuoi diritti
Contraffazione del marchio o della merce. Come tutelarsi, norme e sanzioni
La contraffazione – di un marchio o di un prodotto nel suo insieme – è uno dei problemi con i quali l’economia globalizzata si trova a dover fare i conti. Si tratta di un fenomeno in crescita, che alimenta la cosiddetta “industria del falso”.
Episodi di contraffazione riguardano tutti i settori. Dall’alimentare, sicuramente il più noto tra quelli colpiti, ma anche l’abbigliamento, la cosmetica, l’elettronica.
Oltre al danno economico per le imprese, bisogna altresì considerare il potenziale danno ai consumatori, i quali, talvolta ignari, possono acquistare merci contraffatte potenzialmente dannose per la salute.
In questo articolo approfondiamo il tema della contraffazione, vediamo in quali ambiti questa si presenta e il legame con concetti quali il brevetto, il copyright (o diritto d’autore), il design e la concorrenza sleale.
Contraffazione: significato
In prim’analisi definiamo cos’è la contraffazione, cosa si intende e qual è il significato. Una puntuale definizione di contraffazione è contenuta nella Guida Operativa al sistema della proprietà industriale in Italia.
La contraffazione non dev’essere intesa semplicemente come una merce copiata da un’altra, ma si presenta quando, oltre a ciò, c’è l’intenzione di trarre in inganno il consumatore, il quale ha difficoltà a riconoscere un prodotto originale da un prodotto contraffatto. In relazione alla contrazione delle merci, che in genere include anche la contraffazione del marchio, si possono individuare tre macro scenari.
- le merci arrivano da altri paesi
- le merci vengono distribuite anche in Italia
- le merci sono prodotte direttamente in Italia.
Contraffazione e proprietà intelletuale
Sussiste un forte legame tra la proprietà intellettuale e la contraffazione. La proprietà intellettuale è l’insieme di norme pensate per tutelare l’ingegno e la creatività umana, protetta grazie alla possibilità di deposito della domanda di brevetti, di disegni o modelli o del marchio.
La proprietà intellettuale si estende anche al diritto d’autore o copyright, divenendo, in questo caso, l’insieme di strumenti volti a tutelare opere letterarie e artistiche, anche online, quali: foto, immagini, testi e dati. In un tale scenario la contraffazione prende in genere il nome di pirateria.
Entro determinate condizioni, quindi, ciò che deriva dall’ingegno e dall’inventiva dell’uomo può essere protetto e in taluni casi esistono forme di protezione automatica. Tutto ciò, nelle intenzioni delle autorità, porta a limitare il più possibile i fenomeni della contraffazione, dell’alterazione del marchio e delle merci e della pirateria, attività che provocano danni all’azienda che subisce contraffazione e concorrenza sleale.
Contraffazione, alterazione o pirateria?
Prima di procedere, definiamo l’alterazione e la pirateria, vedendo così in dettaglio quando è corretto utilizzare uno o l’altro termine.
L’alterazione
L’alterazione si presenta quando un marchio e/o un prodotto vengono parzialmente imitati al fine di trarre in inganno il consumatore. L’alterazione è dunque una copia parziale.
Pirateria
Come anticipato, la pirateria è tale quando la violazione concerne il diritto d’autore (immagini, foto, musica, testi), mentre la contraffazione, come ormai chiaro, riguarda la riproduzione di un marchio o in generale di un prodotto o una copia dello stesso con adozione di un segno similare, tale da indurre in confusione il consumatore sull’origine imprenditoriale di un prodotto o di un servizio.
Come proteggersi dalla contraffazione
Conoscere tutti gli ambiti dove la proprietà intellettuale può essere tutelata ed esercitata è di interesse primario per le aziende che facilmente possono subire episodi di concorrenza sleale o di contraffazione del proprio marchio. Non adoperarsi a tutela dei propri diritti di proprietà intellettuale vuol dire risultare maggiormente esposti e molto meno tutelati.
Ad esempio, l’autorità giudiziaria ha maggior capacità di intervento nel caso la contraffazione si verifichi su beni protetti da proprietà intellettuale e può adoperarsi mediante azioni quali:
- sequestro delle merci;
- blocco dell’attività illecita;
- risarcimento del danno;
- blocco delle merci contraffatte alla dogana.
Ebbene, per l’imprenditore essere in possesso della prova di titolarità è il primo e fondamentale passo da compiere al fine di proteggersi da numerosi e comuni episodi di contraffazione (che, a volte, si verifica anche non intenzionalmente – ma è ugualmente vietata).
Per fare un esempio, si pensi alla tutela in sede penale prevista in caso di contraffazione del marchio. Come riportato dal Codice penale all’articolo 473, le pene previste sono riconosciute solo se i prodotti sono tutelati dalle norme nazionali e internazionali sulla proprietà industriale o intellettuale.
Registrare brevetti, marchi, disegni, modelli e fare in modo che valga il diritto d’autore, ad esempio, per i contenuti presenti sul proprio sito web, è di fondamentale importanza per le PMI italiane, le quali mostrano un’attenzione crescente per i propri assets di proprietà intellettuale, che a tutti gli effetti fanno parte della visione strategica globale dell’azienda stessa.
Perché è importante proteggersi dalla contraffazione
Per un’azienda operante nel settore alimentare, dell’abbigliamento e accessori, della farmaceutica o dei giocattoli, subire uno o più episodi di contraffazione equivale ad avere un danno economico rilevante.
In particolare, la contraffazione del made in Italy, secondo le ultime rilevazioni, vale circa 32 miliardi di euro.
Di questi, oltre 12 miliardi di beni contraffatti entrano in Italia dall’estero.
Il 17% di tutti i prodotti contraffatti sono capi d’abbigliamento, seguiti da prodotti elettronici e dall’ alimentare.
È sempre il suddetto studio ad evidenziare che il 40% dei consumatori acquista merci contraffatte inconsapevolmente, credendo cioè che si tratti del prodotto o del marchio originale, mentre il restante 60% acquista consapevolmente beni contraffatti (per un risparmio economico).
I danni economici coinvolgono più attori: i consumatori, i grossisti, i rivenditori al dettaglio, i lavoratori, l’erario e chiaramente le aziende stesse, le quali subiscono un danno stimato in 24 miliardi di euro.
Contraffazione: norme e sanzioni
La contraffazione e l’alterazione sono, oltre che illeciti civili, dei reati, le cui pene sono contenute nel citato articolo 473 del Codice penale. L’articolo riporta che chiunque consapevolmente contraffà o altera marchi e prodotti rischia sia la reclusione fino a tre anni sia una multa fino a 25.000 euro.
La pena può arrivare a quattro anni e la multa a 35.000 euro nel caso risultino alterati brevetti, modelli o disegni (anche esteri).
Si ricorda che la contraffazione è tale anche nel caso in cui la riproduzione non sia fedele all’originale. È infatti sufficiente che il giudice riconosca nell’atto la volontà di trarre in inganno il consumatore e di creare confusione sull’azienda produttrice.
Acquistare merce contraffatta è reato?
Vediamo infine cosa si rischia in caso di acquisto di merce contraffatta.
Nel paragrafo precedente si è riportato cosa rischia penalmente colui che contraffà un marchio o un prodotto.
Spostando l’attenzione sul consumatore, secondo la legge n.99 del 2009 il rischio, in caso di acquisto di merci contraffatte, è di incorrere in una sanzione pecuniaria da 100 e 7000 euro.
Pertanto, l’acquisto, anche consapevole e per uso personale di prodotti contraffatti, è un illecito amministrativo.
Diverso è se la merce contraffatta viene rivenduta o anche regalata. In questo scenario il rischio è di essere condannati per ricettazione (art. 648 c.p.). Il reato è dunque penalmente rilevante, la pena pecuniaria più elevata e c’è altresì il rischio di reclusione da due ad otto anni.
Tuttavia, è sempre il c.p. all’articolo 712 a prevedere il più morbido reato dell’incauto acquisto.
È il giudice a stabilire se l’acquisto di merce contraffatta per scopi commerciali si configura come ricettazione o come incauto acquisto. L’autorità, per stabilire ciò, valuta se l’acquisto è compiuto con dolo (piena consapevolezza della provenienza della merce) o con colpa (assenza di consapevolezza o valutazione errata dei rischi).